Trentino Alto-Adige: Cooperative sociali in ripresa ma è allarme per la carenza di personale

Trentino Alto-Adige: Cooperative sociali in ripresa ma è allarme per la carenza di personale

mercoledì 25 maggio 2022

Dopo un 2020 che ha visto significativi arresti alle attività dovuti alla pandemia, il 2021 ha registrato una netta ripresa. Ma il tema che ha tenuto banco nel convegno di settore delle cooperative sociali e di abitazione sono le drammatiche carenze di figure professionali nel settore socio sanitario, assistenziale ed educativo.

 

Il vicepresidente di settore della Federazione Trentina della Cooperazione Italo Monfredini: “Quest’anno siamo sopravvissuti con l’intento di riaprire tutti i servizi sociali e sociosanitari, ma i problemi da affrontare sono molti. Il rischio è di distruggere irrimediabilmente un ecosistema costruito negli anni tra società e Provincia, con gravi conseguenze per la nostra comunità”.

 

Trentino Alto-Adige: Cooperative sociali  in ripresa ma è allarme per la carenza di personale

 I dati di bilancio esposti nel convegno parlano di cifre mediamente in crescita: il valore della produzione ha raggiunto i 228 milioni di euro, con un incremento del 12% sul 2020 e 9 milioni in più rispetto anche al 2019. Segnali di ripresa quindi, soprattutto rispetto ad un periodo buio dettato dalla pandemia. Ma le prospettive sono tutt’altro che rosee: sono in aumento i costi gestionali e la marginalità, negli ultimi anni, si è quasi azzerata. A questi si aggiungono problematiche legate alla carenza di personale - in particolare in ambito socio sanitario - dove al calo demografico si aggiunge la concorrenza contrattuale del settore pubblico.

“Da una parte subiamo le rilevanti differenze tra i nostri contratti e quelli del competitor pubblico, dall’altra fatichiamo a sostenere gli oneri – spiega Monfredini davanti agli amministratori delle cooperative di settore -. Se a questo sommiamo l’incertezza data dal principio di rotazione dei bandi pubblici, il risultato è quello di navigare verso la distruzione di un ecosistema, polverizzato dall’incapacità di dare continuità ai servizi”.

Per far fronte a questa problematica la Federazione è costantemente al lavoro per trovare nuove soluzioni, tra cui la ricerca di personale all’estero, tramite rapporti costanti di cooperazione internazionale, e la volontà di rinnovare il Contratto Collettivo Provinciale delle Cooperative Sociali:  “Lavoriamo nell’unica direzione possibile – racconta Paolo Fellin, direttore della Cooperativa S.p.e.s. e consigliere della Federazione – quella di individuare tutti gli elementi utili a migliorare il contratto, ad esempio la banca ore e i congedi parentali, a cui aggiungere un premio territoriale di risultato. Ma, dal punto di vista economico, abbiamo uno scarso margine di manovra”.

I dati: cooperative sociali di Tipo A

Le sociali di tipo A sono cooperative che gestiscono servizi sociali come centri di aggregazione per ragazzi, centri sociali per anziani, case famiglia, centri sanitari e centri educativi. Sono 45 quelle analizzate e che nel 2021 hanno visto la ripartenza di attività e servizi, con un valore della produzione pari a 177 milioni (+10,6% rispetto al 2020). Cresce l’occupazione: sono 4.750 i lavoratori a fine 2021, con un incremento del +5,3% in termini di unità lavoro annuo rispetto al 2020. Cala il risultato netto aggregato: 0,8 milioni nel 2021, contro i 3,5 mln del 2018. La perdita aggregata rimane pressoché costante, con marginalità in continuo calo negli ultimi anni, e quasi azzerata nel 2021: dal 2,2% del 2018 allo 0,5% del 2021.

I dati: Cooperative Sociali di Tipo B

Le sociali di tipo B sono cooperative che si occupano della gestione di attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei settori: industria, commercio, servizi e agricoltura. L’uscita dalla pandemia ha portato le 20 cooperative analizzate ad una crescita davvero importante del valore della produzione (+14,5%), stimato a circa 61 milioni di euro (+6 milioni rispetto al periodo pre-pandemia). 2,4 milioni di euro è il risultato netto aggregato del 2021, in miglioramento negli ultimi anni, con un importante calo del numero delle cooperative in perdita (ora solo 3 su 20, mentre nel 2000 erano 7 su 20). Cala la perdita aggregata (da -0,4 a -0,3 mln) e cresce soprattutto l’utile aggregato (da 2,0 a 2,7 mln). Migliora la marginalità, che risulta più sostenuta e costante nelle cooperative più strutturate (dai 3 mln di fatturato in su) e grazie ai risultati positivi si rafforza anche la patrimonializzazione. Cresce l’occupazione: sono quasi 2.500 i lavoratori delle cooperative di tipo B a fine 2021, in crescita dell’11% in termini di unità lavorative annue.

I dati: Cooperative di Abitazione

Andrea Rinaldi, direttore di CoopCasa (società consortile che vede la partecipazione di Cooperazione Trentina, C.L.A. e Con.Solinda) ha mostrato alla platea un aumento delle attività che ha portato, nel 2021, all’assegnazione di 36 alloggi e 73 garage a 104 soci di cooperative edilizie, per un valore totale di oltre 11 milioni di euro, e l’avvio di operazioni per il biennio 2021/2022 per oltre 18 milioni di euro.

  Alessandra Fabri

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